PROCIDA, MENICO SCALA: “CHI SI ALZA PRIMA LA MATTINA COMANDA”


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DI MENICO SCALA

Chi si alza prima la mattina comanda

L’estate del 2019 sarà ricordata come quella in cui tutti gli equilibri del territorio, maturati negli anni e già frutto di un contesto ricco di contraddizioni, sono esplosi ponendo in contrapposizione, da un lato la spinta al turismo dall’altro quella conservatrice di chi, ad esempio, pensionato, impiegato, marittimo vive di altro ed è restio a subire disagi a fronte di nessun beneficio.
Le colpe maggiori, a nostro avviso, sono di una classe dirigente che in cinque anni di governo dell’isola non è stata in grado di percepire i veloci cambiamenti socio economici in atto, navigando a vista senza un progetto definito aumentando il livello di tolleranza (della serie ognuno fa quello che gli pare perché deve campare) ed aumentando, conseguentemente, lo stato di malessere generale segno di una qualità della vita fortemente deteriorata.
I problemi degli ultimi trent’anni quindi non solo non hanno trovato uno spiraglio di risoluzione ma sono notevolmente amplificati a partire dal trasporto su gomma, alla circolazione veicolare con i conseguenti cervellotici divieti, ad un uso abnorme del suolo pubblico, spiagge circondate da masse di natanti sempre più opprimenti ed inquinanti, commercio a posto fisso ed itinerante praticamente “chi si alza prima la mattina comanda”, feste e rumori in ogni dove ben oltre i limiti imposti dalla legge e dal buon senso. Pertanto Procida isola delle famiglie, degli anziani, dei giovani, della cultura, della tranquillità, delle serate con musica a palla, degli aperitivi a tutte le ore, della natura incontaminata ma invasa da macchine, natanti e cemento, che finisce per stare stretta ad una buona parte dei visitatori (ed anche agli stessi procidani) il più delle volte incantati dalle meravigliose immagini proposte dalle televisioni ma che, purtroppo, sono molto lontane dalla vita quotidiani, basti pensare all’isola di Vivara aperta e richiusa per ben tredici volte ed oggi ancora chiusa.
In questi cinque anni di amministrazione de “La Procida che Vorrei” non c’è stato alcun atto, anche e solo formale, che abbia cercato di dare un indirizzo programmatico, tutto nasce la mattina per finire la sera e la recente ordinanza del 12 agosto che istituisce la ZTL a Marina Grande e a Chiaiolella fino al 1 settembre ne è l’esempio evidente.
Ancora più evidente, e le centinai di segnalazioni che oramai giungono quotidianamente da parte dei cittadini ne sono una conferma preoccupante, è l’assenza totale di controllo del territorio: Forze dell’ordine insufficienti? Volontà politica di non disturbare coloro che, con spregiudicatezza e disprezzo del bene comune, fanno affari? Rassegnazione davanti al dilagare di micro e macro illegalità? Certo se gli esempi offerti dall’amministrazione passano per la nomina un “fake” che spiattellava in piazza documentazioni riservate, a responsabile dell’Ufficio Ragioneria ci sembra che la risposta sia piuttosto scontata.
Nei giorni scorsi sui social un cittadino commentando un post mi chiedeva, al di là di intervenire sulle cose che non vanno, cosa farei nei primi cento giorni qualora mi trovassi al governo dell’isola. Ritengo, senza ombra di dubbio, che la prima cosa da fare è aumentare i controlli e ristabilire un livello accettabile di convivenza civile, non può passare l’idea che ognuno di noi  modella, a proprio uso e consumo, “l’isola che vorrebbe” fregandosene altamente delle regole e degli altri.

*CONSIGLIERE COMUNALE “PER PROCIDA”