PROCIDA, MENICO SCALA: “DEMOCRAZIA NON È CANTARSELA E SUONARSELA DA SOLI”

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DI MENICO SCALA

Sabato sera, nel corso dell’assemblea pubblica, per “condividere” le scelte per la proposta di Procida Capitale della Cultura 2021 è andata in scena l’apoteosi delle ipocrisie poste in essere, in questi cinque anni, dalla maggioranza consiliare del Sindaco Ambrosino.

Si chiede di fare proposte, ma poi non si può parlare. Si chiede partecipazione e condivisione ma solo di scelte fatte a tavolino da quattro amici al bar. Si propinano opere di bontà e bene comune poi si cade nel più squallido sessismo. Si predica buona informazione ma si propina disinformazione di regime. Si schiaffeggiano democrazia e istituzioni. Sabato sera è andata in scienza Procida la capitale dell’odio, questo si.

Odio sociale, attaccamento al potere e alla sue briciole. Se poi la platea, per una fetta consistente, composta da amici, amici degli amici e beneficiare di prebende sia la dimostrazione della partecipazione “popolare” e democrazia, beh, ci sa tanto di truppe cammellate tante volte richiamate nella prima Repubblica, che molti degli attuali attori della politica locale contestano, o meglio  hanno contestato in passato per scalare il potere, ma che, evidentemente, cambiano solo nel direttore d’orchestra.

Per quanto ci riguarda, pur ritenendo la proposta strumentale alle prossime elezioni comunali, la riteniamo comunque utile in quanto potrebbe  rappresentare una buona occasione, almeno, per porre le basi ad una organizzazione del comparto turistico che, seppur cresciuto negli ultimi anni, ancora presenta vistose lacune come nel comparto dei trasporti marittimi e terrestri, difesa delle coste e degli arenili, viabilità, valorizzazione degli attrattori principi come Corricella, Vivara e Terra Murata, solo per fare qualche esempio.

Purtroppo, invece, ci troviamo al cospetto di una maggioranza, sempre di più terrorizzata di uscire fuori dalla stanza dei bottoni e che si contorce come un animale agonizzante pronto ad azzannare pur di sopravvivere. Ebbene, pur avendo una umana compassione per queste persone, non abbiamo alcun timore di confrontarci anzi: suonate le vostre trombe suoneremo le nostre campane!