PROCIDA, SCALA: “LA CRISI NON SARA’ DI BREVE PERIODO”

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DI MENICO SCALA

Dall’inizio dell’emergenza coronavirus la totalità di scienziati, politici, imprenditori è concorde su di un unico concetto: “Tutto non sarà più come prima”. In effetti, ognuno di noi lo ha ben percepito anche se, da italiani, e i procidani non fanno eccezione, pensiamo che la cosa riguardi gli altri e non noi in prima persona. Alcune cose che si stanno verificando in questi ultimi giorni ne sono l’esatta rappresentazione. Tempo fa, ovviamente inascoltati, avevamo lanciato la proposta di mettere insieme le professionalità del territorio e tutte le forze politiche che rappresentano i cittadini al fine di mettere in piedi quella che sarebbe potuta essere la Procida del futuro, partendo dalle cose che oggi non vanno e ripartire con nuove prospettive. Quasi inutile sottolineare che nulla di tutto ciò è avvenuto e quindi siamo arrivati al punto di far passare per grandi vittorie politiche lo spostamento di una corsa di aliscafo di 10 minuti oppure gran concessione spostare una scadenza di tasse locali per altro previste da leggi nazionali o comunali.

Ciò detto, ribadiamo che il futuro dell’isola, anche dell’imminente stagione estiva dipenderà in primo luogo da un sistema di mobilità (trasporti marittimi, trasporto su gomma, trasporti privati) nel quale, forza cose, si dovranno innestare processi molto diversi da quelli degli anni recenti e passati, che già per molti versi avevano dimostrato ampi punti di debolezza. In secondo luogo andrà ben organizzato il comparto del turismo in tutti i suoi aspetti a partire dalle affittanze sulle quali già percepiamo segnali fortemente segativi. Sotto questo profilo come poter accettare che imprenditori che dovranno, per poter aprire il portone, sobbarcarsi di ulteriori spese per adeguarsi alle normative anti covid e che potranno contare, forse, sul solo cliente di prossimità regionale, possano vedersi scavalcati da chi, in nero, fitterà, casomai a costi ribassati, mettendo così, tra l’altro, a rischio la salute dell’intera comunità (ci chiediamo: come sarà possibile tracciare questa tipologia di “turista”?).

Stesse problematiche riguardano attività commerciali, oggi in ginocchio, immagino i parrucchieri, estetisti, etc., che dovranno fronteggiare la concorrenza sleale e poco professionale di chi, non solo non si è mai fermato, ma che, ironia della sorte, casomai accede anche a strumenti di sostegno economico nazionale, regionale e comunale. In un periodo difficile, che purtroppo non ci lascerà nel breve periodo, già unendo le forze le cose non saranno semplici, figuriamoci per un uomo solo al comando.