PUC, IL DIARC CONSEGNA GLI STUDI AI COMUNI DI LACCO E CASAMICCIOLA


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Ieri mattina presso la sala consiliare della Torre dell’Orologio di Piazza Santa Restituta, si è svolto un incontro dove i tecnici del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, rappresentato dal Direttore Michelangelo Russo e dai suoi collaboratori, ha consegnato ai Comuni di Lacco e Casamicciola i risultati degli studi diretti alla redazione preliminare del piano urbanistico comunale. Numerosi gli esponenti delle due amministrazioni presenti alla riunione, alla quale hanno partecipato anche alcuni componenti della struttura commissariale deputata alla ricostruzione post-sisma, proprio nell’ottica di una condivisione permanente e di costante collaborazione tra le parti coinvolte. Oltre ai sindaci Pascale e Castagna, e ai responsabili dei rispettivi uffici tecnici e urbanistici, all’incontro sono intervenuti anche i consiglieri casamicciolesi Nunzia Piro, Angela Di Iorio, Stani Senese e Luigi Mennella.  Ieri mattina i tecnici del Dipartimento hanno chiarito il lavoro finora svolto, illustrando ai presenti quasi trenta mappe che comprendevano i territori di entrambi i Comuni.

Le amministrazioni dovranno orientarsi versi i quattro possibili scenari di ricostruzione. Lo scenario detto “zero”, prevede una riqualificazione edilizia senza modificare gli insediamenti. Invece lo scenario n.1 contempla una ristrutturazione urbanistica con “persistenza insediativa”, cioè con la gran parte degli insediamenti che restano dove sono. Lo scenario n. 2 è definito come “parziale decompressione insediativa con recupero dei tessuti storici”: in pratica, spostare altrove parte degli insediamenti mantenendo e recuperando la fruibilità degli insediamenti di valore storico. Infine l’ultimo scenario, il n.3, è quello della delocalizzazione insediativa con riconversione a parco e per i servizi. Secondo i presenti, gli scenari più fattibili sarebbero quelli tra 1 e 2, oppure tra 1 e 3 secondo il sindaco Pascale, il quale ha invocato la necessità di un emendamento per evitare incompatibilità tra il puc e il piano territoriale paesistico.

Dopo la conclusione dell’illustrazione delle mappe, il professor Russo ha puntualizzato che lo studio condotto finora è finalizzato a un piano “preliminare” di Puc, che non avrà alcuna incidenza immediata, ma che serve come stadio intermedio per arrivare al piano definitivo. Secondo il Direttore del Dipartimento di Architettura della Federico II, tale preliminare del Puc andrebbe sottoposto a una “presa d’atto” delle giunte municipale, per prendere consapevolezza degli indirizzi del piano. Poi gli uffici tecnici faranno pervenire le proprie annotazioni, mentre tutte le altre autorità coinvolte (Regione, Autorità di Bacino ecc.) forniranno i loro pareri, e nel frattempo saranno consegnati i risultati degli studi di micro-zonizzazione. Quest’ultima secondo Russo non basterà, perché servono approfondimenti per le zone alte dei paesi, quali il Majo e il Fango. Quindi, anche ascoltando la struttura commissariale, il piano verrà modificato e riportato in giunta per la reale delibera, prima di essere sottoposto al consiglio comunale e alle osservazioni dei cittadini.