RADDOPPIO IMPOSTA DI SOGGIORNO, L’ISOLA IN PRE-ALLARME

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Nel decreto fiscale quasi a sorpresa è stata approvata una modifica che raddoppia l’imposta per le maggiori località turistiche d’Italia. Nel dettaglio, si tratta di quelle mete che in un anno registrano un flusso di visitatori venti volte superiore il numero dei residenti. Verrebbe così aumento il tetto massimo della tassa pagata dai turisti, fissato attualmente a un massimo di 5 euro. L’elenco delle località che potranno applicare l’aumento è lungo, anche se non è ancora stata stilata la lista definitiva dei Comuni che potranno aumentare l’imposta: si attende infatti un apposito decreto ministeriale.

Naturalmente la circostanza ha subito scatenato l’allarme nel mondo imprenditoriale turistico nazionale, che ogni anno ospita nelle proprie strutture oltre quattrocento milioni di visitatori. Il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, è stato esplicito: «Dopo tante promesse, siamo alle solite: il turismo viene trattato sempre e soltanto alla stregua di una mucca da mungere. Per anni abbiamo chiesto maggior attenzione per il settore. Forse è ora di cambiare verso. Se proprio non riescono a far di meglio, forse è bene che smettano di occuparsene».

Ma , almeno per il momento, la norma riguarderebbe soltanto i comuni capoluogo di provincia, anche se sui social ieri le lamentele di diversi cittadini, non addetti ai lavori, lasciavano intendere che molti erroneamente davano per scontata anche per Ischia l’imminente applicazione della misura.   Invece la nostra isola sarebbe per ora esentata dalla possibilità del raddoppio d’imposta, come ieri ha fatto notare il presidente di Federalberghi Ischia, Luca D’Ambra. Rassicurazioni che non placano i timori di chi paventa  una prossima estensione della misura, secondo consolidate abitudini italiche, come Ermando Mennella, il quale vede nella modifica una contropartita che lo Stato concede ai Comuni come compensazione di eventuali riduzioni di trasferimenti di risorse economiche.