RICOSTRUZIONE, SI DISCUTE LA BOZZA DELLA NUOVA ORDINANZA

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Ieri mattina al Palazzo Reale di Ischia, presso la struttura commissariale allestita sull’isola, si sono riuniti i sindaci dei comuni coinvolti nel sisma, Giovan Battista Castagna, Giacomo Pascale e Francesco Del Deo, accompagnati dai consiglieri delegati e dai componenti dei rispettivi uffici tecnici, insieme ai tecnici guidati dall’ingegner Sabato.  L’oggetto della riunione era la bozza documentale dell’ordinanza che in autunno dovrebbe vedere la luce. La discussione è entrata subito in “medias res”, con i sindaci che hanno posto sul tavolo la questione della delocalizzazione, incluso l’annesso incentivo economico da stabilire per chi sceglie volontariamente di ricostruire lontano dalla zona rossa, ma a quanto si è appreso la misura sarà oggetto di un apposito e autonomo provvedimento. La bozza d’ordinanza sulla ricostruzione per i danni “pesanti” sarà composta da un’introduzione illustrativa, e da 21 articoli con due allegati. Si tratta di un documento tipicamente tecnico, anch’esso impostato sulla falsariga di quelli adottati in altre regioni.

I contributi che spetteranno ai cittadini con abitazioni distrutte o gravemente danneggiate verranno quantificati confrontando il computo metrico con un costo di riferimento.  Durante la riunione si è parlato anche di quelle abitazioni situate nelle zone più alte dei Comuni del cratere, soggette a più alta amplificazione degli effetti di sito e a rischio frane. Sul punto è stato sollevato dai sindaci il problema del vincolo idrogeologico da superare, in quanto non sarebbe chiaro da quale ente sovraordinato dovrebbe arrivare il relativo parere per consentire l’avanzamento dell’istanza di sanatoria. Una circostanza che di fatto blocca la pratica. I tecnici della struttura commissariale hanno suggerito la strada della conferenza dei servizi, ma sul punto ci sarà ancora da discutere.

E’ emerso anche il problema della rimozione dei  puntelli, particolarmente sentito nell’area di Piazza Maio. Le amministrazioni locali facevano infatti notare che in alcuni casi la rimozione dei puntelli potrebbe arrivare al punto da impiegare una somma di denaro tale da vanificare quella ottenuta col contributo di ricostruzione. Secondo i tecnici della struttura commissariale, bisognerà valutare caso per caso.

Altro capitolo sensibile, quello dei costi unitari a cui riferirsi per quantificare l’entità del contributo di ricostruzione. Anche in questo caso il riferimento sono quelli praticati nell’Italia Centrale, ma con una maggiorazione massima del 35%. Sul punto si è discusso per cercare di capire in concreto quando poter praticare tale maggiorazione, facilmente comprensibile in materia di costi di materiali e forniture, meno per altri elementi, come le operazioni di scavo. Un’altra misura significativa è quella che, in caso di demolizione e ricostruzione, prevede che almeno  il 30% del contributo sia dedicato alla parte strutturale dell’edificio, per evitare negligenze che portino a una costruzione inadeguata dal punto di vista della sicurezza e della vulnerabilità sismica. L’incontro, terminato intorno alle 13.30, è la prima tappa dell’interlocuzione che porterà all’ordinanza definitiva. Ora, gli uffici tecnici prenderanno adeguata visione della bozza e segnaleranno eventuali miglioramenti.