RUSPE A FORIO, L’AMAREZZA DI GINO DI MEGLIO IN UNA LETTERA AL MINISTRO:

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Dopo la demolizione della casa di Domenico De Siano in via Calosirto a Forio, l’avvocato Gino Di Meglio ha scritto un’accorata lettera al ministro della Giustizia Marta Cartabia che di seguito riportiamo testualmente:


Illustrissimo Signor Ministro, sono un avvocato che esercita la professione fin dal 1985 e che vive e lavora ad Ischia, uno dei sei comuni dell’isola d’Ischia. Alcuni giorni fa ho ascoltato e plaudito la Sua risposta in occasione dell’interrogazione a risposta immediata degli Onn.li Spena e Sarro (FI) per la presa di coscienza di un problema dalle vaste dimensioni che investe un numero considerevole di persone. Ella ha testualmente riferito: “È nell’ambito della procedura esecutiva che debbono assumere rilievo le istanze di carattere individuale, come per esempio quelle delle persone sprovviste di alloggio alternativo, che dovranno essere valutate accuratamente dalle autorità competenti e in primo luogo dall’Autorità giudiziaria, caso per caso. È infatti dall’analisi delle singole, specifiche situazioni che possono emergere situazioni di insuperabile necessità a cui dovrà essere dato adeguato rilievo, individuando di volta in volta le soluzioni appropriate. Tali specifiche problematiche sembrano invece assai difficilmente declinabili nel quadro di un intervento normativo o comunque di carattere generale”. Ora è che sull’isola d’Ischia, nel comune di Forio, il PM ha da poche ore dato esecuzione ad una ingiunzione di demolizione emessa a seguito di una sentenza di condanna di circa 14 anni orsono, che ha ad oggetto l’unica casa di abitazione del un nucleo familiare del Sig. De Siano. Dalle dirette dei media locali, ho potuto assistere alle “operazioni” di demolizione iniziate subito dopo aver ottenuto l’esito negativo del tampone che era stata praticato alla moglie dell’esecutato, per sospetto COVID. Ed ho appreso anche che il PM ha respinto l’istanza di autodemolizione che l’esecutato aveva presentato. Non a caso ho riportato tra le virgolette il termine operazioni, in quanto, alle stesse era addetto un solo operaio con un piccone che aveva ricevuto l’ordine di “vandalizzare” con colpi di piccone l’abitazione. E’ evidente che non era ancora tutto pronto ma si “aveva fretta” di iniziare. Lei prima di essere Ministro ha presieduto la Corte Costituzionale con grande senso di equilibrio e competenza. Presidio irrinunciabile del rispetto dei diritti di tutti noi cittadini Italiani. E, Le ripeto, ho apprezzato molto, anche pubblicamente, il Suo intervento al question time, per il garbo, lo stile ed il senso di responsabilità nell’assumere piena consapevolezza di un problema. Le chiedo ora: se un Magistrato omette di effettuare la “valutazione accuratamente caso per caso”, come da Lei indicato, incorre in sanzioni? E quali rimedi possono essere esperiti dall’esecutato vittima dell’omessa comparizione? Lo so, sono domande che un Avvocato non dovrebbe porre, ma prima che Avvocato sono anche un cittadino che vuole continuare a credere nelle Istituzioni e nella Giustizia. La ringrazio della risposta che vorrà fornirmi.

Con ossequi

AVV. BIAGIO DI MEGLIO