SISMA E OMBRE SULLA RICOSTRUZIONE, LA NOTA A LEGNINI E DE LUCA DEL COMITATO

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Il processo di ricostruzione non può prescindere dal dare risposte ad una serie di problematiche tra cui rischio idrogeologico, aree di delocalizzazione, manifestazioni di volontà espresse dai cittadini, pratiche avviate e già finanziate e mancanza di trasparenza. Da qui la nota trasmessa dall’avvocato Agostino Iacono – presidente del Comitato di Casamicciola per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente e della salute – al commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini ed al presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. Ecco di seguito le richieste formulate dallo scrivente ai suoi interlocutori:

“Per la redazione del piano di ricostruzione sono stati adottati dei criteri e parametri in particolare i criteri per la perimetrazione dei centri e nuclei di particolare interesse così come prescritto dall’art. 11 DL n. 189/2016 richiamato dall’art. 24bis DL n. 109/2018 nonché sono state adottate le attività propedeutiche suindicate? Il piano di ricostruzione contiene l’indicazione degli interventi di risanamento ambientale e di tutela del paesaggio, di risanamento idrogeologico; Il piano di ricostruzione prevede le eventuali aree di delocalizzazione per coloro che non può ricostruire in loco?; Sono state adottate le attività di coordinamento e realizzazione della mappatura della situazione edilizia e urbanistica, per definire il quadro complessivo del rischio statico, sismico e idrogeologico? E’ stata prevista la progettazione e predisposizione, nel piano di ricostruzione, di un piano di interventi sui dissesti idrogeologici, con priorità per la mitigazione dei dissesti che riguardano i territori interessati dal piano di ricostruzione? Con la redazione del piano di ricostruzione sono stati definiti i diritti dei terremotati in caso di eventuale delocalizzazione e nel caso in cui le unità immobiliari si trovassero in zone instabili o che comunque secondo il piano di ricostruzione dovessero essere oggetto di delocalizzazione o di acquisto di altra unità immobiliare e con quali parametri e modalità?; Nella redazione del Piano di Ricostruzione sono stati considerati gli studi di microzonazione sismica di III livello predisposti  in ottemperanza all’Ordinanza del Commissario Straordinario per la ricostruzione nei territori dell’isola d’Ischia interessati dal sisma del 21 agosto 2017 n. 1 del 27 novembre 2018 “Assegnazione dei finanziamenti per gli studi di microzonazione sismica di III livello ai Comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno dell’isola di Ischia a seguito degli eventi sismici del 21 agosto 2017”, visto i fondi spesi per l’esecuzione degli studi?; Nella redazione del Piano di Ricostruzione sono state considerate le manifestazioni di volontà espresse dai cittadini terremotati a ricostruire le unità immobiliari? Nella redazione del Piano di Ricostruzione sono state considerate anche le pratiche di ricostruzione già avviate, approvate ed in alcuni casi già con opere eseguite con relativi stanziamenti di fondi già effettuati? Nel caso che fine faranno i cittadini terremotati con le pratiche già avviate e finite?; Nella redazione del Piano di Ricostruzione sono state considerate anche le unità immobiliari agibili? Se si sono stati interpellati? Considerati gli avversi eventi meteorologici che colpisce in particolare il territorio di Casamicciola Terme, è stata predisposta un’ispezione e sopralluogo delle zone a monte per individuare gli interventi di risanamento e riqualificazione ambientale al fine di rimuovere legnami o altro materiale che ostruiscono il defluire delle acqua meteoriche? A valle sono state ispezionate le griglie di raccolta delle acque pluviali? Si chiedono questi chiarimenti perché i cittadini interessati, che al momento non hanno cognizione di causa se non tramite notizie frammentate e che finora non hanno partecipato alla redazione del Piano di Ricostruzione che si sta definendo senza trasparenza ed all’oscuro dei cittadini dei territori colpiti dal sisma del 21 agosto 2017, sperano che il piano di ricostruzione possa assicurare una ricostruzione unitaria e omogenea ed una riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori nei territori colpiti dal sisma, e non sia solo una mera riduzione, a macchia di olio, del suolo edilizio”.