SISMA, I SINDACI AL PREMIER: “ISCHIA NEL DECRETO, VENGA SULL’ISOLA IL 21 AGOSTO”


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A quasi un anno di distanza dal sisma che colpì l’isola, i sindaci dell’isola hanno sottoscritto una missiva indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, per ricordare al Governo gli innumerevoli problemi ancora irrisolti e soprattutto per chiedere di includere anche i Comuni isolani colpiti dal terremoto nel provvedimento legislativo dedicato alle emergenze sismiche dell’Italia Centrale. «Fra un mese, il 21 agosto – scrivono i sindaci rivolgendosi al premier –   ricorrerà il primo anniversario del terremoto che ha colpito i nostri Comuni. Un terremoto di modesta magnitudo, solo 4 gradi della scala Richter ma che, essendo stato molto superficiale, ha provocato 2 vittime, alcuni feriti, oltre 3.000 evacuati e danneggiato oltre un migliaio di edifici. Terremoto che non abbiamo difficoltà a definire dimenticato, in quanto negli undici mesi trascorsi non abbiamo avuto dal Governo risposte idonee all’avvio del processo di ricostruzione». Nonostante la critica agli esecutivi romani, i sindaci non dimenticano qualche aspetto positivo: «L’unica cosa che ha funzionato in questo arco temporale è stata la fase di gestione dell’emergenza, ottimamente coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile. Tuttavia – continua la missiva – la dichiarazione di stato di emergenza è di imminente scadenza e nella situazione di stallo in cui ci troviamo non possiamo che chiederne la proroga». I rappresentanti delle amministrazioni isolane illustrano le difficoltà in cui quotidianamente si dibattono: «Come la S.V. potrà facilmente immaginare noi sindaci ci troviamo compressi tra le giuste istanze della popolazione, che anela ad un celere rientro nelle proprie abitazioni, e le mancate risposte del Governo, che non ha ancora proceduto dalla nomina del Commissario delegato e all’emanazione del decreto che disciplini le modalità e i criteri della ricostruzione per l’utilizzo delle esigue risorse rese disponibili dal Governo precedente. Paradossalmente taluni cittadini addebitano agli scriventi la responsabilità di tale insostenibile situazione e soprattutto di non elevare i toni della protesta, che abbiamo mantenuto sempre negli ambiti istituzionali». Il cuore della nota indirizzata al premier è però nel paragrafo successivo: «Quello che chiediamo, con forza ma anche con profondo rispetto per il ruolo ricoperto dalla S.V. da pochissimo tempo, è che ai cittadini di Casamicciola Terme, di Lacco Ameno e di Forio d’Ischia siano assicurati gli stessi diritti e le stesse misure rese disponibili nel tempo ai cittadini dell’Abruzzo, della Pianura Padana colpiti dal sisma del 2012 e, da ultimo, a quelli del centro Italia. Per questo la preghiamo di fare quanto in Suo possesso affinché anche nel provvedimento di conversione del decreto legge 55/2018 possano essere inserite quelle norme, che anche senza prevedere ulteriori stanziamenti per le ricostruzioni – che dovranno necessariamente essere assegnate con la prossima legge di bilancio – restituiscano pari dignità ai terremotati ischitani, rispetto agli altri sventurati cittadini italiani». La lettera congiunta si chiude con un invito al premier: «Inoltre, desideriamo invitarLa formalmente il giorno 21 agosto p.v. a visitare le nostre zone terremotate, per portare una testimonianza di attenzione e solidarietà da parte del nuovo Governo alla nostra popolazione. Da ultimo, desideriamo ringraziare il Dipartimento della protezione civile per lo straordinario impegno profuso in questi undici mesi, e per esso dal suo attuale direttore, nell’affrontare e risolvere i problemi derivanti dalla gestione dell’emergenza, nonché per raffreddare i rapporti, talvolta infuocati, che si sono venuti a creare nei nostri territori per alcune decisioni assunte dal Commissario delegato per l’emergenza». Come si vede, i sindaci non dimenticano di lanciare la stoccata all’architetto Grimaldi, col quale non sono mancati i momenti di disaccordo e di tensione circa le modalità di gestione dei mesi successivi all’evento sismico.