SLITTA ANCORA LA VISITA DEL PREMIER CONTE?


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Nelle ultime ore, fonti autorevoli e attendibili dalla Capitale lasciano trapelare che il primo ministro Conte probabilmente non verrà sull’isola nemmeno il 29 agosto. Il motivo è da ricercare in uno dei dubbi che si fanno strada sempre più insistentemente anche tra coloro che da mesi chiedono a gran voce la nomina del Commissario delegato alla fase di ricostruzione, per mettersi alle spalle la travagliata e dolorosa esperienza dell’emergenza. Tale orientamento sarebbe pacifico, se non esistessero appunto diversi pareri fuori dal coro, anche all’interno di qualche amministrazione locale: anzi, più che pareri si tratta di timori. Più di uno, infatti, paventa l’eventualità che il nuovo Commissario venga nominato prima che il Parlamento approvi un provvedimento per l’isola d’Ischia: la circostanza viene vista come letteralmente come il fumo negli occhi, perché il neo commissario opererebbe nella vigenza delle attuali normative senza prendere minimamente in considerazione le peculiarità del “caso-Ischia” né tenendo necessariamente conto delle migliaia di domande di condono pendenti, tasto dolente, dolentissimo sull’intero territorio. Istanze che già costituiscono una spada di Damocle ma che potrebbero addirittura trasformarsi in boomerang, visto che la tuttora perdurante mancanza di una concessione in sanatoria potrebbe contribuire all’adozione di decisioni draconiane, cioè particolarmente severe, da parte del  Commissario: insomma, gli effetti di un’apertura della fase di ricostruzione senza un apposito strumento legislativo pensato espressamente per un territorio come quello isolano potrebbe aggiungere problemi, non soltanto  risolverli.

Questa riflessione, seppur a livello implicito, sembra che si stia facendo largo anche tra i sindaci e nel Dipartimento di Protezione Civile, oltre che presso la stessa Presidenza del Consiglio. Naturalmente non se ne parla troppo, per evitare di riaccendere i riflettori su una problematica così controversa come quella delle istanze di condono, interpretata sempre in chiave negativa, vista la violazione delle norme urbanistiche alla base del fenomeno. Il Premier potrebbe dunque prendere in considerazione l’idea di venire a Ischia solo quando saranno già stabilite le ormai famigerate regole e linee guida per la ricostruzione, e non soltanto la nomina del Commissario. Questa, dunque, sembra essere la motivazione più plausibile (e recondita) del rinvio, anche se poi non sono ovviamente da escluderne altre. Comunque, ancora alcune settimane ci separano dall’appuntamento in questione, e potrebbero esserci ulteriori novità, fino a quando non sarà diramata la definitiva conferma dello sbarco del professor Conte.