SPACCIO ALL’OFFICINA, COL PATTEGGIAMENTO LIBERI DUE ISOLANI

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Un verdetto decisamente positivo per la difesa, quello maturato al termine del procedimento nei confronti di Gianluca Rullo e Alessandro Iodice, i due cittadini isolani accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Come si ricorderà, entrambi furono tratti in arresto agli inizi dello scorso giugno dopo che i Carabinieri rinvennero diversi quantitativi di sostanza addosso ai due, nelle loro abitazioni e nell’officina del primo. Un quadro sicuramente difficile quello che il loro legale di fiducia, l’avvocato Michelangelo Morgera, si è trovato ad affrontare, pur dopo essere riuscito a ottenere la revoca della misura della custodia in carcere a favore dell’applicazione dei domiciliari. L’accusa, vista la qualità delle sostanze sequestrate, che includeva anche droga “pesante” come la cocaina e sostanze chimiche considerate funzionali alla produzione clandestina, rischiava di costare davvero caro ai due isolani. Infatti, ai sensi del testo unico sulle sostanze stupefacenti, le pene edittali potevano variare dai sei anni ai ventidue anni di reclusione.

La strategia difensiva dispiegata dall’avvocato Morgera era dunque diretta a ottenere il patteggiamento attraverso la previa riqualificazione dei reati, ricomprendendoli nella fattispecie contemplata dal comma quinto dell’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti, cioè tenendo conto della “lieve entità” dei fatti in relazione ai mezzi, la modalità e le circostanze dell’azione o “per la qualità e quantità delle sostanze”. È questo il punto focale con il quale la difesa aveva inoltrato l’estate scorsa la richiesta al Gip. Tale prospettazione avrebbe consentito una rilevante riduzione della pena, e della relativa multa, e con tutta probabilità la concessione della sospensione condizionale della pena. Tuttavia il Gip aveva rigettato l’istanza. Il procedimento è dunque arrivato dinanzi alla dottoressa Ludovica Mancini, giudice applicata al settore penale della sede ischitana del Tribunale. E qui la vicenda ha visto la svolta decisiva, in quanto l’avvocato Michelangelo Morgera ha rinnovato la precedente richiesta di applicazione della pena su richiesta delle parti, ma corroborata stavolta da una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la n.51063 del 2018, secondo cui la diversa natura delle sostanze  stupefacenti, in cui  fossero presenti dunque anche le droghe “pesanti” come la cocaina, non era di ostacolo alla qualificazione del fatto come di “lieve entità”. La decisione della Suprema Corte  ricalcava dunque proprio la configurazione delineata dall’avvocato Morgera. Col senno di poi, si può a buon diritto ipotizzare che la mossa sia stata decisiva. Alla conclusione dell’udienza, infatti, il verdetto è stato ampiamente positivo per la difesa: la pena per i due imputati è stata fissata a un anno e sei mesi di reclusione con una multa di seimila euro, ma entrambe le statuizioni sono state sospese con la condizionale. Inoltre, è stata anche revocata la misura cautelare dei domiciliari. Rullo e Iodice sono quindi di nuovo liberi.