STAGIONALI DOMANI IN PIAZZA, SCATTA LA CHIAMATA ALLE ARMI

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di Gennaro Savio*

Lo annunciamo da mesi ed ora siamo giunti al facilmente prevedibile punto di non ritorno. Parliamo della povertà dilagante che ormai nella società isolana serpeggia in modo particolare tra le famiglie lavoratrici. Dopo tre mesi di lockdown, una stagione turistica anomala in cui molti si sono ritrovati disoccupati e coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare lo hanno fatto per al massimo tre mesi in condizioni di maggiore sfruttamento e di paga ridotta all’osso e con i sussidi e i bonus promessi dal governo che a molti non sono mai arrivati, l’avvento dell’autunno ha dato inesorabilmente inizio alla lunga, triste e tragica stagione della povertà sulla nostra Isola. E mentre l’inasprimento delle restrizioni per il contenimento del contagio da Coronavirus annunciano un nuovo lockdown, economicamente parlando migliaia di lavoratori isolani sono già in ginocchio e li attende un inverno di fame. Moltissime famiglie sono già impossibilitate a fare la spesa, e oltre a non avere la liquidità necessaria per poter pagare le bollette, non sanno come poter affrontare il pagamento delle tasse di fine anno. Dinanzi ad una situazione a dir poco tragica dove le varie istituzioni dello Stato non garantiscono lavoro, ne tanto meno sussidi concreti e sufficienti, i sindaci dell’isola d’Ischia non vanno oltre le chiacchiere e le strumentalizzazioni politiche e mentre con proclami eclatanti e con la  partecipazione in pompa magna a manifestazioni di protesta indossando tanto di fascia tricolore, si dicono solidali con i lavoratori stagionali, per mesi non hanno voluto fare nulla di concreto per alleviare le sofferenze e le difficoltà patite dalla povera gente, nonostante le proposte avanzate dal Comitato di Lotta dei Lavoratori Stagionali e non”. E continuano a non far nulla. Per questo il Comitato di Lotta terrà iniziative di piazza nei pressi dei Municipi. A partire da quella di Ischia che si terrà domani mattina venerdì 6 novembre in piazza Antica Reggia alle ore 9.30 e a cui sono invitati a partecipare i lavoratori isolani nel massimo rispetto delle normative anticontagio, a partire dall’utilizzo della mascherina e dal distanziamento di almeno un metro gli uni dagli altri. Perché protestiamo sotto i Comuni? Perché ora che la situazione comincia a sfuggire di mano e che la povertà inesorabile dilaga, è giunto il momento che gli amministratori comunali isolani mettano da parte chiacchiere ed ipocrisia politica e promuovano tutti gli interventi necessari per andare incontro a chi già ora non riesce a mettere il piatto a tavola. Immediata sospensione delle dannate strisce blu, bonus e sussidi per tutti i lavoratori attualmente disoccupati e per coloro che a breve saranno licenziati e sospensione delle tasse comunali. Sono queste solo alcune delle richieste che avanzeremo.

*Presidente “Comitato di Lotta dei Lavoratori Stagionali e non”