Il quindicesimo appello inviato ai vertici dello Stato e alle autorità locali e territoriali da Rosa Iacono, presidente dell’associazione Croce Rosa e Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, chiede di fermare con urgenza le demolizioni degli immobili abusivi e difendere il diritto all’abitazione delle famiglie dell’isola d’Ischia e dell’area flegrea. Tra i molti destinatari figurano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, ministri, rappresentanti regionali e istituzionali, il vescovo Carlo Villano e, per conoscenza, Papa Leone XIV. La promotrice dell’iniziativa evidenzia come quattordici precedenti lettere non abbiano mai ottenuto alcuna risposta ufficiale da parte delle istituzioni competenti. Nella sua ricostruzione storica, Iacono spiega come la diffusione dell’abusivismo edilizio nell’isola sia scaturita da condizioni di marcata necessità economica e sociale dei decenni passati. In quell’epoca, numerose famiglie dedite all’agricoltura vivevano in spazi estremamente ristretti e privi di servizi adeguati, spingendo i genitori a impiegare i propri risparmi per edificare case sui propri terreni per i figli. I ritardi nella pianificazione urbanistica dei Comuni e la carenza di edilizia residenziale pubblica hanno aggravato il quadro, scaricando oggi le conseguenze del problema sulle fasce più deboli della popolazione. Le esecuzioni dei provvedimenti di abbattimento già effettuate in Campania hanno colpito centinaia di abitazioni, coinvolgendo anche soggetti fragili come persone con disabilità, anziani e malati oncologici privi di soluzioni abitative alternative. La presidente, vicina al traguardo degli ottant’anni, si dichiara pronta a recarsi di persona sui luoghi delle prossime demolizioni per difendere il diritto alla casa, persino a costo della propria vita. Oltre a richiedere un blocco immediato dei macchinari, la lettera propone l’adozione di soluzioni legislative e amministrative durature, quali sanatorie per le costruzioni nate da reali esigenze primarie e nuovi piani di edilizia popolare. L’obiettivo fondamentale rimane quello di evitare che interi nuclei familiari e giovani coppie vengano sgomberati dopo decenni di permanenza, auspicando che le istituzioni rispondano finalmente all’accorato intervento.



