TENTATO OMICIDIO, IL PM CHIEDE SEI ANNI PER IACONO


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Il pubblico ministero non ha fatto sconti, chiedendo una condanna a sei anni di reclusione e senza attenuanti generiche per Domenico Iacono. L’imputato è accusato di tentato omicidio nei confronti di Salvatore Iacono, tentativo condotto con un “marrazzo”, nel febbraio di due anni fa.  Nella requisitoria finale di ieri, il pm ha iniziato e concluso appellandosi alla giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione, in particolare per quanto riguarda la definizione di tentato omicidio e del rapporto col danno effettivamente cagionato alla vittima del tentativo. Giurisprudenza che ribadisce costantemente come la fattispecie del tentativo si definisca a prescindere dalle lesioni riportate.

Il pubblico ministero ha quindi concluso ritenendo esistente la penale responsabilità dell’imputato, escludendo la possibilità di applicare le attenuanti generiche visto l’atteggiamento successivo del signor Domenico Iacono. Per questo l’accusa ha chiesto la condanna a sei anni di reclusione, e l’applicazione di pene accessorie. Il calendario delle udienze è stato rivisto: ad aprile toccherà alla parte civile e poi alla difesa formulare le proprie conclusioni. Un mese dopo, le eventuali repliche e contestualmente il verdetto del collegio della sesta sezione penale presieduto dal dottor Palumbo.