Le violenze sono state filmate con i cellulari e diffuse in chat. Perquisiti i dispositivi
Sottoposta a torture, violenze sessuali di gruppo e atti degradanti, ripresi in video e successivamente diffusi in chat. È quanto avrebbe subito una persona a Ischia secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Napoli culminate oggi nell’arresto, da parte della polizia, di tre indagati per tortura in concorso, violenza sessuale continuata in concorso e di gruppo, aggravata dalla condizione di minorata difesa della vittima, violenza privata e diffusione illecita di video sessualmente espliciti. Nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea, quarta sezione Violenza di genere e tutela fasce deboli, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli.
Le indagini, condotte dagli agenti del Commissariato di Ischia, sono partite dalla denuncia della vittima. Quest’ultima, stando a quanto ci è dato apprendere, sarebbe un 20enne con lieve disabilità. I tre presunti stupratori sono stati arrestati e trasferiti in carcere dalla Polizia di Ischia dal primo traghetto utile Caremar delle 12,55 da Casamicciola e diretto a Napoli. Si tratterebbe di tre coetanei che lo avrebbero continuamente vessato, con percosse e costringendolo a compiere atti degradanti. Gli avrebbero anche causato danni e lesioni ad alcuni arti. Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha disposto perquisizioni finalizzate all’acquisizione dei dispositivi elettronici degli indagati. Gli accertamenti hanno consentito di raccogliere gravi indizi sulle violenze fisiche e psicologiche, sugli atti sessuali imposti alla vittima e sulle condotte degradanti che sarebbero state filmate dagli indagati e successivamente diffuse tramite chat e applicazioni di messaggistica.



