L’emergenza trasporti raggiunge il punto più critico. A rischio collegamenti, assistenza sanitaria, approvvigionamenti e mobilità di migliaia di cittadini e turisti
L’isola d’Ischia si avvicina a un vero e proprio scenario di isolamento. Dopo le pesanti ripercussioni registrate sul fronte degli aliscafi, arriva ora una nuova e allarmante comunicazione da parte della compagnia di navigazione Medmar: a causa dell’impossibilità di rifornire le proprie navi di carburante per effetto degli scioperi in corso e del conseguente blocco delle forniture di gasolio, i collegamenti marittimi potrebbero essere sospesi nei prossimi giorni. La nota, trasmessa alla Prefettura di Napoli, alla Regione Campania e ai Comuni delle isole di Ischia e Procida, descrive una situazione estremamente delicata. La compagnia evidenzia che, senza sviluppi positivi nelle prossime ore, sarà costretta a interrompere i servizi da e per le due isole, lasciando operative soltanto le ultime corse già programmate tra il 22 e il 23 ottobre. Ciò che preoccupa maggiormente, però, non è soltanto la sospensione di alcune tratte. Il rischio concreto è quello di una paralisi quasi totale della mobilità marittima in un territorio che vive esclusivamente grazie ai collegamenti via mare. Una condizione che avrebbe conseguenze immediate non solo per pendolari, studenti e lavoratori, ma soprattutto per il sistema sanitario isolano. Ogni giorno decine di pazienti devono raggiungere ospedali della terraferma per visite specialistiche, terapie e trasferimenti urgenti. In situazioni di emergenza, i collegamenti marittimi rappresentano una componente essenziale della catena dei soccorsi, soprattutto quando le condizioni meteo o altri fattori rendono limitato il ricorso ai mezzi aerei. L’eventuale blocco contemporaneo di aliscafi e traghetti rischierebbe quindi di trasformarsi in una questione di sicurezza pubblica oltre che di mobilità. A ciò si aggiungono gli inevitabili riflessi sull’economia locale: approvvigionamenti di merci, distribuzione di beni essenziali, attività commerciali e settore turistico potrebbero subire pesanti contraccolpi in una fase già particolarmente complessa. Ischia e Procida, infatti, dipendono strutturalmente dalla continuità territoriale garantita dai collegamenti marittimi. Nella comunicazione, Medmar specifica che le ultime partenze assicurate, in assenza di una soluzione al problema dei rifornimenti, saranno effettuate tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre. L’allarme è dunque lanciato. Adesso lo sguardo è rivolto alla Regione Campania, alla Prefettura e alle istituzioni competenti affinché si individuino rapidamente soluzioni straordinarie. Perché il tema non riguarda soltanto il trasporto marittimo, ma il diritto alla mobilità, all’assistenza sanitaria e alla continuità della vita quotidiana di decine di migliaia di cittadini. In un territorio insulare, fermare le navi significa fermare l’isola.



