Trasporti, in Campania aumentano le tariffe: “salvi” gli utenti isolani delle vie del mare

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La Regione Campania ha approvato un aumento del 5,8% delle tariffe del trasporto pubblico locale, adeguandole all’incremento dei costi di gestione e dell’energia registrati negli ultimi anni. Il rincaro interesserà i biglietti di corsa semplice e quelli a tempo per autobus, treni, metropolitana e collegamenti marittimi, mentre resteranno invariati gli abbonamenti mensili e annuali per tutelare pendolari, lavoratori e studenti. Non subiranno aumenti neppure i titoli di viaggio agevolati riservati ai residenti delle isole del Golfo di Napoli. Per gli altri utenti, invece, il costo dei biglietti crescerà, con aumenti che, nel caso della metropolitana, potrebbero tradursi in circa dieci centesimi in più per ogni corsa. La richiesta di revisione tariffaria è stata avanzata dalle aziende del settore, in particolare da quelle del trasporto marittimo, ed è stata sostenuta anche dalle associazioni di categoria e dal Comune di Napoli. La decisione è stata motivata sia dal tempo trascorso dall’ultimo adeguamento, risalente al 2023, sia dall’aumento delle spese operative, soprattutto quelle legate ai carburanti e ai costi energetici. L’Agenzia campana per la mobilità ha individuato nel 5,8%, corrispondente all’adeguamento Istat, la percentuale da applicare. La delibera stabilisce il principio dell’aumento, mentre la definizione delle nuove tariffe per le singole tratte e per i diversi servizi sarà affidata alla Direzione generale Mobilità con il supporto dell’Acamir. Solo con i successivi provvedimenti saranno resi noti gli importi aggiornati dei biglietti. L’intervento rientra nella programmazione regionale per il 2026, che prevede oltre 734 milioni di euro destinati al trasporto pubblico locale, di cui 336,7 milioni per i servizi su gomma, quasi 385 milioni per il trasporto ferroviario e 13 milioni per i collegamenti marittimi, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità economica dell’intero sistema di mobilità.