Valeria Chiocca vs Comune di Lacco Ameno, il Tar dice no alla sospensiva

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Il Tar Campania si è pronunciato in merito alla controversia legale sorta sulla riorganizzazione degli uffici del Comune di Lacco Ameno, respingendo la domanda cautelare avanzata per ottenere la sospensione immediata dei provvedimenti amministrativi contestati. La vicenda giudiziaria, assegnata alla Sesta Sezione e discussa con relatore il consigliere Fabio Maffei, trae origine dalla delibera di Giunta numero trenta dello scorso trenta giugno, a cui sono seguiti il decreto sindacale numero cinque del dieci luglio e un ulteriore provvedimento del dodici agosto. Nel giudizio si sono costituiti sia l’ente comunale sia la parte controinteressata, affrontando la questione durante la camera di consiglio del ventitré settembre. I giudici amministrativi hanno chiarito che la decisione odierna non rappresenta un verdetto definitivo sulla legittimità degli atti, poiché le complesse questioni sollevate necessitano di un esame approfondito che verrà condotto nella successiva fase di merito. Il tribunale ha concentrato la propria analisi sulla sussistenza o meno di un pregiudizio grave e irreparabile nell’attesa della sentenza, ritenendo che le doglianze relative alla presunta sottrazione di funzioni, alla perdita di competenze e alle possibili ricadute professionali non siano sufficienti per bloccare l’assetto organizzativo. L’ordinanza ha evidenziato l’assenza di una riduzione formale della qualifica o dello stipendio della ricorrente, la quale conserva un incarico apicale e poteri gestionali seppur in un differente settore. Per il collegio, inoltre, gli effetti sulla carriera appaiono allo stato ipotetici e non supportati dalla prova di un danno imminente e irreversibile, mentre una eventuale sospensione degli atti non ripristinerebbe automaticamente la situazione precedente a causa delle esigenze di continuità dei servizi. Rigettata l’istanza cautelare senza alcuna condanna alle spese in virtù della compensazione integrale disposta tra le parti, la controversia sul nuovo assetto degli uffici comunali rimane dunque aperta in attesa del giudizio di merito.