VIA M.MAZZELLA, ORDINANZA PER ALBERI A RISCHIO CROLLO

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Alberi che creano una situazione di pericolo capace di creare problemi alla pubblica e privata incolumità. E’ questo che ha spinto il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino a firmare un’ordinanza con la quale intima alla signora Maria Lucido Balestrieri – residente in via Michele Mazzella – il taglio di alcuni alberi di pino, con l’eliminazione degli stessi che dovrà essere comunicato ai competenti uffici comunali. La nota del primo cittadino è conseguenza di una comunicazione firmata dal comandante della polizia locale, Chiara Boccanfuso, che segnalava la presenza di due pini secchi prospicienti via Michele Mazzella. A questa seguiva una relazione del responsabile di settore Raffaele Mazzella, dalla quale emergeva in maniera chiara che i due pini, posti a strapiombo sulla strada statale 270 (per intenderci all’altezza dei semafori) “rappresentano un grave pericolo per la pubblica e privata incolumità nonché per il traffico veicolare, in quanto sono pini secchi e pertanto con alta potenzialità a schiantarsi anche in caso di vento moderato. Per quanto innanzi, i predetti pini vanno abbattuti con somma urgenza”.

Un messaggio chiaro, quello che di Mazzella che certamente non poteva non essere raccolto in tutta la sua gravità dal sindaco, soprattutto in considerazione del notevole flusso veicolare che transita quotidianamente in un’arteria come quella di via Michele Mazzella ed in particolar modo nell’incrocio in questione. Nell’ordinanza Enzo Ferrandino rimarca anche che, ai sensi di un precedente dispositivo sindacale del 2003, siano piantumati “entro trenta giorni a decorrere dall’abbattimento n. 4 esemplari della stessa specie e nella medesima zona degli alberi abbattuti, ovvero di almeno 30 centimetri di circonferenza e altezza. Qualora la zona interessata dall’abbattimento non consenta la piantumazione di tutti i pini ma solo di parte di essi, la restante parte va piantata con le medesime modalità e tempi nella pineta pubblica denominata Pineta degli Atleti ed in particolare nella zona alta della stessa in via Leonardo Mazzella”. Ovviamente, come da prassi, la destinataria dell’ordinanza potrà proporre ricorso al Tar entro sessanta giorni oppure al Capo dello Stato entro 120.