VIOLENZA SESSUALE A BARANO, L’INDAGATO RESPINGE LE ACCUSE


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Dinanzi al Gip del Tribunale di Napoli, ieri mattina si è svolto l’interrogatorio di  Sarkar Kanchan, il bengalese di 30 anni, residente nel comune di Barano, accusato di violenza sessuale e di atti osceni in luogo pubblico, perpetrati nei confronti di due giovani ragazze di Barano, rispettivamente di 17 e 15 anni di età. Assistito dall’avvocato Carmine Bernardo, l’indagato ha dichiarato di essere estraneo alla accuse, negando i fatti per come erano stati prospettati dalle denuncianti. Sarkar ha respinto ogni responsabilità, sottolineando la circostanza per la quale non sono emersi testimoni per un episodio, quello denunciato da una delle ragazze che si è detto vittima di un palpeggiamento al seno oltre che di un tentativo di bacio dopo essere stata afferrata per le braccia, che non sarebbe certo passato inosservato in una strada trafficata come via Vincenzo Di Meglio. Anzi, il bengalese ha ribaltato lo scenario, sostenendo di essere stato avvicinato dalla ragazza che ricordava di aver comprato un monile dall’indagato sulla spiaggia qualche tempo addietro. La giovane avrebbe poi chiesto a Sarkar di accompagnarla proprio sulla spiaggia, ma l’uomo si sarebbe rifiutato perché di lì a poco doveva recarsi presso l’abitazione dove assiste una persona. La ragazza avrebbe toccato la maglia dell’indagato insistendo per convincerlo ad accompagnarla, tuttavia egli avrebbe ribadito il rifiuto e nel respingere la giovane le avrebbe involontariamente toccato il corpo, ma non ricordava di aver tastato il seno. Nel respingere l’accusa, l’uomo ha spiegato che se davvero avesse compiuto un gesto del genere, sarebbe fuggito via dall’isola proprio perché consapevole della gravità. Sarkar Kanchan ha anche negato decisamente di essere stato protagonista dell’altro episodio, denunciato dalla seconda ragazza, che lo avrebbe visto alla fermata dell’autobus alla Molara con una mano nei pantaloni, intento a masturbarsi. Pure in questa ulteriore circostanza l’indagato ha definito l’episodio come impossibile, visto il costante viavai di persone nella zona. L’interrogatorio si è concluso senza che la difesa richiedesse la revoca della misura degli arresti domiciliari, che l’uomo sta trascorrendo presso l’abitazione della persone cui presta assistenza per lavoro. A quanto si è appreso, prima di chiedere al Gip quantomeno un’attenuazione della misura, la difesa è intenzionata a svolgere alcune indagini difensive.