Carburante alle stelle, collegamenti marittimi a rischio taglio in inverno

45

Le isole del Golfo di Napoli rischiano di dover affrontare una grave crisi dei collegamenti marittimi a causa dell’effetto combinato di diversi fattori critici. Come spiegato da Salvatore Ravenna, direttore dell’associazione degli armatori privati Acap, l’impennata dei costi energetici ha azzerato i margini economici delle compagnie di navigazione, rendendo inefficace persino l’incremento di turisti registrato nei mesi di luglio e agosto. Le risorse solitamente accantonate in estate per coprire le perdite del periodo invernale sono state totalmente assorbite dal caro carburante. A questo quadro economico già fragile si aggiungono le pesanti limitazioni operative che colpiscono il porto di Pozzuoli, causate dal fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei e dal terremoto dello scorso 31 luglio. La riorganizzazione delle rotte ha comportato un aumento di tempi e spese logistiche, anche se l’impiego di mezzi più piccoli per il trasporto di combustibile verso le isole potrebbe contenere i disagi. Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla presenza di una flotta navale ormai obsoleta, i cui elevati consumi e i costi manutentivi riducono le capacità d’investimento e rendono complessa la necessaria modernizzazione dei mezzi. Di fronte a questa situazione, il taglio delle corse da parte delle compagnie private appare un’eventualità inevitabile per evitare il dissesto finanziario. Particolarmente allarmante è lo scenario per la compagnia pubblica Caremar, che assicura la continuità territoriale: l’aumento delle spese per il combustibile ha generato un extra costo superiore a sei milioni di euro, facendo salire la spesa da 13 a 19 milioni di euro. Senza un sostegno finanziario straordinario da parte delle istituzioni regionali, nazionali ed europee, rischia di essere compromessa la mobilità di residenti e lavoratori durante la stagione invernale.