Calendario fitto a Forio.Nuova convocazione per il 30 ottobre con diciannove punti all’ordine del giorno. Bilancio, regolamenti, debiti fuori bilancio e interrogazioni: Palazzo Municipale accelera e chiama l’aula a una nuova seduta a pochi giorni dalle precedenti
A pochi giorni dall’ultima seduta, il Comune di Forio torna nuovamente a convocare il Consiglio comunale, dando l’impressione di un’accelerazione improvvisa dell’attività istituzionale. Con l’avviso protocollo n. 49525 del 23 ottobre è stata infatti fissata una nuova riunione per il 30 ottobre 2026, chiamando maggioranza e opposizione ad affrontare ben diciannove punti all’ordine del giorno. L’impressione è quella di una vera e propria corsa contro il tempo. Dopo una serie di sedute ravvicinate, l’ente sembra procedere a spron battuto, concentrando in poche settimane una notevole quantità di atti, regolamenti, riconoscimenti di debiti fuori bilancio, interrogazioni e proposte consiliari. Tra i temi più rilevanti figurano l’approvazione del bilancio consolidato 2025, modifiche regolamentari, l’imposta di soggiorno e diverse questioni amministrative e politiche sollevate dai consiglieri di opposizione.
Particolarmente corposa, come sempre, risulta la parte dedicata alle iniziative del consigliere Vito Iacono, che spaziano dalla gestione delle aree di parcheggio all’edilizia scolastica, fino alle commissioni consiliari e ai lavori pubblici. Non mancano poi interrogazioni urgenti su temi particolarmente sensibili come lo stato dei lavori in via Giovanni Mazzella, il monitoraggio delle acque di balneazione e i procedimenti relativi ai pareri della Soprintendenza.
Il susseguirsi delle convocazioni alimenta inevitabilmente il dibattito politico. Da un lato emerge l’esigenza di smaltire una mole consistente di pratiche e questioni rimaste aperte; dall’altro, la frequenza delle sedute evidenzia una fase particolarmente intensa della vita amministrativa cittadina, con il Consiglio comunale chiamato a pronunciarsi in tempi sempre più serrati su questioni che incidono direttamente sulla gestione dell’ente e sugli equilibri politici locali.



