FU VITTIMA DEL SISMA 2017, I PARENTI DI LINA BALESTRIERI CHIEDONO RISARCIMENTO MILIONARIO

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La vicenda giudiziaria legata alla morte di Lina Balestrieri, colpita dai calcinacci del timpano della chiesa di Santa Maria del Suffragio a Casamicciola Terme durante il terremoto del 21 agosto 2017, prosegue in sede civile dopo l’archiviazione penale disposta nel 2022 per l’impossibilità di perseguire i responsabili, nel frattempo deceduti, tra cui il rettore don Vincenzo Avallone. I familiari della vittima, il marito Antonio Cutaneo e i sei figli, hanno avviato un’azione civile per il risarcimento dei danni contro Comune, Diocesi di Ischia, Ministero della Cultura e Soprintendenza, dopo una diffida rimasta senza esito. L’udienza è fissata per il 21 aprile davanti al Tribunale di Napoli e il Comune di Casamicciola si è costituito in giudizio affidando la difesa all’avvocato Luigi Mattera, riservandosi anche l’eventuale transazione. La richiesta risarcitoria complessiva ammonta a 2.814.751 euro oltre spese, con somme differenziate per ciascun familiare tra danni patrimoniali e non patrimoniali. Al centro della causa vi sono presunti lavori di restauro abusivi eseguiti negli anni ’70, ritenuti causa del crollo del timpano, privo di adeguati collegamenti strutturali, come evidenziato dalla consulenza tecnica della Procura. Secondo la difesa della famiglia, il Comune avrebbe omesso i doveri di vigilanza urbanistica e paesaggistica, nonostante l’area fosse sottoposta a vincolo e una precedente ordinanza di demolizione mai eseguita. La Diocesi è chiamata in causa come proprietaria e custode dell’edificio, mentre Ministero e Soprintendenza per la mancata attività di controllo e sanzione su un bene culturale risalente al 1693. Una vicenda dolorosa che resta aperta sul piano giudiziario e umano.