Piano Spiagge a Forio, ecco le prime osservazioni: il “focus” dell’avvocato

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Il Piano di utilizzo delle aree demaniali del Comune di Forio è oggetto di numerose contestazioni sollevate dall’avvocato Francesco Pero, che ha presentato al Settore V Tecnico una serie di osservazioni e proposte di modifica. Le critiche riguardano soprattutto la distribuzione delle spiagge libere, l’estensione delle concessioni balneari, l’affidabilità delle cartografie e il rispetto delle disposizioni regionali. Secondo il legale, il piano rischia di favorire il mantenimento e l’ampliamento delle concessioni private, senza garantire una distribuzione equilibrata degli spazi accessibili gratuitamente. Un’altra criticità riguarda la documentazione, che non riporterebbe in modo completo le superfici e i metri lineari delle concessioni esistenti, rendendo difficile il confronto con i nuovi lotti. Inoltre, sarebbero state utilizzate immagini aeree non aggiornate, che non rappresentano correttamente le condizioni attuali delle spiagge, modificate dall’erosione soprattutto a San Francesco e Citara. La normativa regionale prevede che almeno il 30% della lunghezza e della superficie degli arenili utilizzabili per la balneazione sia destinato alla libera fruizione. Tuttavia, secondo Pero, non è sufficiente rispettare questa percentuale complessiva se gli spazi pubblici risultano distribuiti in modo disomogeneo tra le diverse località. A San Montano la quota di spiaggia libera raggiunge il 64,85%, mentre a San Francesco si ferma al 5,80%, pari a 187,80 metri quadrati su 3.237,17. A Citara la percentuale è del 20,41%, corrispondente a 3.053,75 metri quadrati su 14.958,12, mentre alla Chiaia raggiunge il 44,74%. Cava dell’Isola risulta invece interamente destinata alla libera fruizione, nonostante alcune aree siano interdette. San Francesco rappresenta uno dei punti più critici, poiché il piano prevede soltanto 29,19 metri lineari di spiaggia libera su un fronte mare complessivo di 382,48 metri. L’erosione avrebbe inoltre ridotto ulteriormente la superficie realmente disponibile. Per il lotto numero 4, il fronte mare passerebbe da 100 a 80 metri, senza che i venti metri sottratti siano destinati chiaramente alla spiaggia pubblica. Pero propone quindi di ridurre ulteriormente la concessione a 60 metri, recuperando un nuovo tratto libero vicino alla falesia della baia, a beneficio degli abitanti di San Francesco, Zaro, Calosirto e Spadara. Anche a Citara viene denunciata la progressiva scomparsa della spiaggia libera di Citarea e il rischio di ulteriori riduzioni degli spazi pubblici. Per il lotto 29, relativo ai Giardini Poseidon, il piano prevede 389 metri lineari di fronte mare e una superficie di 7.602 metri quadrati. Il legale propone di ridurre la concessione di almeno 50 metri lineari, restituendo lo spazio alla libera fruizione, senza compromettere il funzionamento del parco termale. La richiesta viene motivata anche dalla necessità di garantire un accesso gratuito al mare agli abitanti di Panza, Cuotto, Punta Imperatore, Cesa e via Bocca, un bacino che supera complessivamente i seimila residenti. Viene inoltre contestato il conteggio di circa 70 metri di scogliera artificiale, ritenuti non utilizzabili come arenile balneabile. A Citara sono segnalate anche difficoltà di accessibilità per le persone con disabilità, a causa della mancanza di rampe e passerelle, delle scale senza corrimano e della forte pendenza della spiaggia. Alla Chiaia si propone invece di suddividere gli arenili in lotti di circa mille metri quadrati, alternando concessioni e tratti liberi per garantire una distribuzione più equilibrata degli spazi. Viene anche richiesta una definizione preventiva delle regole per la creazione di eventuali sub-lotti e per lo svolgimento delle gare. Infine, Cava dell’Isola viene indicata come esempio delle contraddizioni del sistema di calcolo, poiché la spiaggia è difficile da raggiungere, con un dislivello superiore a 40 metri e un percorso di oltre 200 metri tra scale e tratti in pendenza. L’assenza di servizi igienici, passerelle e rampe rende inoltre complicata la frequentazione per anziani, famiglie con bambini e persone con disabilità. A questi problemi si aggiungono la pericolosità da frana P4, il rischio R4, i precedenti cedimenti del costone e le interdizioni di alcune zone. Secondo Pero, un’area con tali caratteristiche non dovrebbe essere conteggiata tra le spiagge libere effettivamente fruibili. La sua esclusione renderebbe quindi necessario aumentare gli spazi pubblici soprattutto a San Francesco e Citara, assicurando una maggiore equità nell’accesso al mare e una pianificazione più coerente con le esigenze della popolazione.