Spiagge e concessioni, i Balneari: no agli abusivi, ma non generalizziamo

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Fiba Confesercenti Campania chiede di evitare una rappresentazione negativa e generalizzata degli operatori balneari, dopo le polemiche estive sulla gestione delle spiagge e sulle concessioni. L’associazione sottolinea che eventuali irregolarità devono essere individuate e sanzionate singolarmente, senza coinvolgere tutte le imprese del settore. Secondo Fiba, gli stabilimenti che rispettano le regole svolgono anche un ruolo importante per la sicurezza, la tutela dell’ambiente e il turismo delle località costiere. Il presidente regionale Raffaele Esposito ribadisce che non verranno difesi comportamenti abusivi o non inclusivi, ma invita a non trasformare le segnalazioni in una pressione continua verso gli operatori corretti. L’associazione riferisce di aver ricevuto diverse segnalazioni da imprenditori che si sono sentiti danneggiati dal clima creatosi durante l’estate. Particolare attenzione viene rivolta anche al Cilento, considerato un territorio di grande valore ambientale e marino che sarebbe stato descritto in modo eccessivamente negativo. Per il futuro del demanio marittimo, Fiba ritiene fondamentale applicare correttamente il PUAD e i piani comunali, mantenendo un equilibrio tra spiagge libere e aree date in concessione. L’associazione chiede inoltre che i concessionari partecipino al confronto e che vengano valorizzate le attività che hanno dimostrato di operare correttamente. L’obiettivo deve essere garantire contemporaneamente l’accesso al mare, l’utilizzo degli spazi pubblici e la presenza delle imprese che generano occupazione. Esposito invita quindi a concentrarsi non tanto su chi gestisce le spiagge, ma sulle modalità con cui vengono gestite. Fiba richiama inoltre l’attenzione sull’erosione costiera e sul rischio idrogeologico, problemi che riducono gli spazi disponibili e possono aumentare i pericoli per le comunità. Anche il caro vacanze, secondo l’associazione, deve essere valutato considerando l’aumento generale dei prezzi e dei costi energetici, senza attribuirne automaticamente la responsabilità alle concessioni balneari. La richiesta finale è quella di costruire una pianificazione delle coste trasparente e partecipata, capace di tutelare cittadini, imprese regolari e territori attraverso un equilibrio tra spiagge libere e stabilimenti.