Non ce l’ha fatta l’operaio di 38 anni precipitato giovedì mattina dal tetto della palestra della scuola primaria “Amedeo Maiuri” di Frosinone. L’uomo, originario di Ischia e residente a Formia, è deceduto nelle ore successive all’incidente all’ospedale “Fabrizio Spaziani”, dove era stato ricoverato in condizioni gravissime dopo una caduta avvenuta durante un intervento di manutenzione.
La tragedia si è consumata nel plesso scolastico di via Tevere, sede dell’Istituto Comprensivo “Frosinone Quarto”. Erano da poco passate le 11 quando il lavoratore, dipendente della società “Appalti e Servizi srl” di Itri, impegnata nei lavori all’interno della struttura, è precipitato da una copertura mentre stava effettuando opere di manutenzione sul solaio della palestra.
L’impatto al suolo è stato violentissimo. I soccorsi sono scattati immediatamente: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e il personale dell’automedica che hanno prestato le prime cure direttamente nel cortile della scuola, mentre all’interno dell’edificio le attività didattiche proseguivano regolarmente. Stabilizzato in condizioni critiche, il 38enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale del capoluogo ciociaro, dove i medici hanno tentato fino all’ultimo di salvargli la vita. Le gravi lesioni riportate nella caduta si sono però rivelate fatali.
La morte dell’operaio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei cantieri edili, un settore che continua a registrare un numero preoccupante di incidenti e vittime. Proprio per questo, sin dalle prime fasi successive all’accaduto, nell’area interessata dai lavori sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Frosinone e gli ispettori dello Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Frosinone, dovranno ora chiarire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare se fossero state adottate tutte le misure previste dalla normativa in materia di sicurezza, a partire dai dispositivi di protezione individuale e dai sistemi anticaduta per i lavori in quota.
La notizia della scomparsa ha suscitato profondo cordoglio sia nell’area pontina, dove il 38enne viveva e lavorava, sia sull’isola d’Ischia, sua terra d’origine. Un’altra vita spezzata mentre si era al lavoro, un’altra morte che va ad allungare il tragico elenco delle vittime degli incidenti nei cantieri italiani e che ripropone con forza la necessità di garantire controlli rigorosi e condizioni di sicurezza sempre più efficaci per chi ogni giorno opera in contesti ad alto rischio.



