Cessata la maxipresa economica sui bilanci isolani per lo smaltimento dei rifiuti anni Novanta

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La Corte di Cassazione ha messo il punto definitivo su una lunghissima controversia giudiziaria durata quasi trent’anni, respingendo le pretese economiche avanzate dal Consorzio Unico di Bacino nei confronti dei Municipi di Ischia e Casamicciola Terme. Oggetto della lite era una richiesta di risarcimento che superava la cifra complessiva di 630mila euro, suddivisi in oltre 345mila euro contestati all’amministrazione d’Ischia e circa 286mila euro a quella di Casamicciola per le attività di stoccaggio dell’immondizia svolte tra il 1995 e il 1998. Inizialmente l’organo giudicante di primo grado aveva accolto le richieste dell’ente consortile, ma la pronuncia era stata successivamente ribaltata nel secondo grado di giudizio in favore delle collettività locali. La decisione finale della Suprema Corte ha confermato quest’ultima linea, dichiarando inammissibile l’impugnazione presentata dal soggetto liquidatore dell’ente consortile e condannandolo pure al pagamento dei costi legali per ventimila euro complessivi oltre accessori. Gli ermellini hanno evidenziato che la grave situazione d’emergenza ambientale e sanitaria dichiarata in Campania in quell’epoca non bastava a generare in automatico vincoli di pagamento diretti a carico delle amministrazioni cittadine in assenza di specifici accordi sottoscritti o di norme vincolanti. Poiché la gestione materiale delle immondizie e l’affidamento dei servizi erano stati assegnati a ditte private tramite regolare appalto, l’obbligo economico per l’accesso ai siti di conferimento gravava unicamente sulle imprese appaltatrici in qualità di materiali detentrici degli scarti. Pur mantenendo la supervisione complessiva sul corretto svolgimento del servizio pubblico a tutela della cittadinanza, l’ente municipale non può essere chiamato a coprire i costi contrattuali stipulati dai gestori privati con i soggetti esterni. Applica così il consolidato principio europeo che impone i costi del risanamento a chi produce o detiene concretamente i materiali scartati, blindando in via definitiva i bilanci delle due municipalità dell’isola flegrea.